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Salvador de Bahia

martedì, 5 agosto 2008

Lasciatevi trascinare dal fiume in piena di vita e colori che caratterizza questa città e affascinare dalla sua storia, ricca di quel patrimonio ereditato da po poli venuti da altri continenti, da lla diversità cultura le, dal sincretismo religioso e dalla sua gente cordiale e solare. E non dimenticate che Salvador ha più di 50 km di spiagge. Il clima caldo e tipicamente tropicale, con una temperatura media di 25°C, permette di trovare le condizioni migliori per la vacanza in qua lsiasi periodo dell’anno.

Salvador de Bahia (comunemente chiamata Bahia dai brasiliani) durante il periodo coloniale era la capitale oltre che il maggiore porto del Brasile ed era una delle città più ricche di tutto il continente; poi con la scoperta dei giacimenti delle Minas Geiras e lo spostamento della capitale a Rio de Janeiro, la città subì per molto tempo una grande crisi.
Bahia si suddivide in due aree principali: la città alta, quella più interessante dal punto di vista storico
e monumentale, raggiungibile con le scalinate o col celebre Lacerda un imponente ascensore realizzato nel 1 930, e quella Baixa, più moderna e commerciale.
Nella parte vecchia della città in posizione rialzata si trova il Pelourinho dichiarato patrimonio dell’ umanità dall’UNESCO . Questo quartiere tanto celebre è caratterizzato da strade ciottolate circondate da case coloniali estremamente curate nei particolari. Il nome ha un origine tragica, indica infatti un palo al quale venivano frustati senza pietà alcuna schiavi e malviventi. Le strade però non riflettono la drammaticità del nome e colpiranno per le loro geometrie lineari, i colori decisi mai sgargianti, il bianco dei davanzali e degli stipiti, e le finestre con i caratteristici infissi portoghesi e la gioiosa allegria che popola le strade del quartiere.
Salvador è la patria di Jorge Amado lo scrittore brasiliano più amato e celebrato.
Le sue opere letterarie sono state oggetto di numerosi adattamenti cinematografici, rappresentate in teatro e alla televisione, e perfino soggetto d’ispirazione per alcune scuole di samba, nelle loro rappresentazioni per il carnevale brasiliano. I suoi libri sono stati tradotti in 49 lingue e pubblicati in 55 paesi.
É la città ove Il Candomblé è più diffuso. E’ una religione afrobrasiliana, una mescolanza di riti indigeni, credenze africane e cristianesimo, consiste nel culto degli Orixa, divinità associate ad elementi naturali. Questa religione è giunta in Brasile dall’Africa, portata dagli schiavi. La parola Candomblé sembra significare “danze di negri”, ed è anche il nome di un antico strumento.
E’ ampiamente diffusa, con seguaci appartenenti a tutte le classi sociali, e decine di migliaia di templi, o terreiros.
Vi capiterà certamente di assistere ad una rappresentazione di capoeira una lotta brasiliana di origine africana caratterizzata da elementi espressivi come la musica e l’armonia dei movimenti (per questo spesso scambiata per una danza). La tradizione vuole che gli schiavi di origini africane si esercitassero nella lotta con l’intento di con quistare la libertà. Elemento comune è il ritmo del berimbau lo strumento musicale utilizzato per scandire ogni fase del gioco.